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Un gufo che non può più volare sopravvive grazie al progetto ‘Salviamoli insieme’

Trascorrerà il resto della sua esistenza nell’Oasi degli Animali di San Sebastiano da Po, struttura convenzionata con la Città Metropolitana di Torino, il Gufo Reale recuperato nel mese di marzo dai Carabinieri Forestali a valle del ponte sul rio Rocciamelone a Bussoleno e curato dai veterinari del CANC, il Centro Animali Non Convenzionali della Struttura didattica speciale Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino.

Terminate le terapie somministrate al CANC, il volatile è stato trasportato stamani all’Oasi degli Animali dagli agenti faunistico-ambientali della Funzione Specializzata Tutela Fauna e Flora della Città Metropolitana.

Quando era stato recuperato nell’acqua del rio Rocciamelone, il Gufo aveva una paresi degli arti posteriori e versava in un grave stato di disidratazione. Dopo la stabilizzazione, l’animale era stato sottoposto dai veterinari del CANC ad un esame radiografico, che non aveva evidenziato segni di lesioni ossee. Dopo un lungo periodo di terapia, il Gufo si è ripreso. Le sue funzioni organiche sono buone, ma ha una ridotta potenza alare e fatica a mantenersi eretto. Purtroppo i medici non lo ritengono più in grado di volare e di quindi di procacciarsi il cibo e ne hanno quindi consigliato il ricovero in una struttura adattaa consentirgli di sopravvivere senza doversi procurare il nutrimento.

Quello del Gufo recuperato a Bussoleno è uno dei numerosi casi di recupero e riabilitazione parziale o totale di animali in difficoltà realizzati nell’ambito del progetto “Salviamoli Insieme”, scaturito dalla collaborazione tra la Funzione specializzata Tutela della Fauna della Città Metropolitana di Torino e la Struttura didattica speciale Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino. La collaborazione rende possibile il soccorso sanitario e la cura degli animali selvatici ritrovati in condizione patologica o feriti e i successivi interventi riabilitativi.

La legislazione regionale prevede che i Comuni, gli Ambiti Territoriali di Caccia, i Comprensori Alpini, le Province e la Città Metropolitana di Torino provvedano a destinare gli animali selvatici ritrovati in difficoltà a centri di recupero per la cura e riabilitazione, con l’obiettivo di una loro possibile reimmissione nell’ambiente naturale: è quello che la Provincia di Torino fino al 2014 e la Città Metropolitana dal 1° gennaio 2015 hanno fatto e fanno, grazie all’impegno del personale della Funzione specializzata Tutela della Fauna, con un’elevata percentuale di successo nella reimmissione in natura. I sanitari del CANC di Grugliasco esperti in materia curano ogni anno oltre 3000 animali selvatici rinvenuti in difficoltà e recuperati da privati cittadini o dagli agenti faunistico-ambientali della Città Metropolitana di Torino.

ATTENZIONE AI PICCOLI!

I cittadini che rinvengano animali in effettiva difficoltà possono consegnarli direttamente al CANC in largo Braccini 2 a Grugliasco. In linea generale, prima di toccare e soccorrere un piccolo animale apparentemente abbandonato è meglio informarsi bene se è il caso di intervenire. – spiegano gli esperti del CANC – Chiamando il numero 366-6867428 e spiegando la situazione si può capire se si tratta di nidiacei che sono al suolo perché stanno seguendo il loro percorso vitale naturale. In questo caso i piccoli sono nutriti al suolo dai genitori, fino a quando lo sviluppo delle ali e della coda consentono loro di volare. Informarsi consente di evitare interventi impropri e dannosi. Quando si deve intervenire, come nel caso del Gufo di Bussoleno, occorre la massima prudenza e delicatezza, per ridurre lo stress che in ogni caso l’animale sperimenta nel contatto con l’uomo.

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