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Inquinamento: I Carabinieri Forestali sequestrano area boschiva nel bresciano utilizzata come poligono abusivo per contaminazione delle matrici ambientali

I Carabinieri Forestali della Stazione di Vobiano hanno concluso le indagini, che confermano l’inquinamento del bosco, iniziate lo scorso agosto con il sequestro un’are boschiva utilizzata come poligono abusivo per il tiro a piattello in località ‘Selvapiana’ nel Comune di Sabbio Chiese.

Il primo intervento sul luogo risale infatti al 2019, dove i Forestali, supportati dagli uomini della Stazione di Vobarno, con il sequestro di un’area boschiva di oltre un ettaro dove si erano accumulati nel corso degli anni i rifiuti generati da dalle cartucce utilizzate dal poligono non autorizzato. Attività condotta nella totale inosservanza delle norme ambientali: i militari, in particolare, hanno rinvenuto nel sottobosco ingenti quantità di pallini in piombo, borre in plastica e frammenti di piattelli, abbandonati sul suolo con modalità tali comportare per i tre esercenti dell’attività la contestazione del reato di “realizzazione di discarica abusiva”, per il quale è prevista – oltre alla confisca del terreno – la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e dell’ammenda da 2.600 a 26.000 euro.

Nel corso dei mesi successivi i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Vobarno, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Ambrogio Cassiani, hanno poi condotto un’attività tecnica di campionamento delle matrici ambientali con il supporto dei tecnici di ARPA Lombardia – Dipartimento di Brescia, in quanto si sospettava che la prolungata presenza degli scarti prodotti dal tiro a piattello potessero aver provocato l’inquinamento dell’area: tale ipotesi ha infatti trovato conferma nei referti analitici, dai quali è emerso il pesante superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione nel suolo per i metalli pesanti, Piombo, Arsenico, Vanadio ed Antimonio, nonché per gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), presenti nel terreno con concentrazioni che superano fino a 590 volte il limite consentito.

I titolari dell’attività di tiro al piattello dovranno ora rispondere dunque anche del delitto di “inquinamento ambientale”, per il quale è prevista la pena della reclusione da due a sei anni nonché una multa da 10.000 a 100.000 euro, e dovranno procedere – oltre che alla rimozione dei rifiuti – anche alla bonifica delle matrici ambientali contaminate.

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